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lunes 11 septiembre 2017

Nel ranking del Financial Times, il Master in Management di ESCP Europe si conferma N.1 in Italia

Al sesto posto nella classifica globale, il programma emerge per l’internazionalità dell’esperienza di studio, i tempi rapidi di inserimento nel mondo del lavoro e per gli obiettivi raggiunti in termini di occupazione e salario medio. Oltre il 51% degli studenti torna in Italia dopo la laurea. 

Il Master in Management della Business School internazionale ESCP Europe si conferma anche nel 2017, per il tredicesimo anno consecutivo, il miglior programma di studi in Italia, al 6° posto a livello globale, secondo la classifica stilata annualmente dal Financial Times, che prende in esame la formazione manageriale pre-esperienza lavorativa.

Con i suoi sei Campus di Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Torino e Varsavia, la Scuola consolida la sua posizione ai vertici del ranking che costituisce il parametro di riferimento internazionale per la scelta all’iscrizione ai Master delle 95 più importanti business school europee, asiatiche e australiane, classificate secondo 23 criteri, divisi in tre macroaree.

Il MIM di ESCP Europe emerge per l’internazionalità dell’esperienza di studio, i tempi rapidi di inserimento nel mondo del lavoro a 3 mesi dalla conclusione delle lezioni e per gli obiettivi raggiunti in termini di occupazione e salario medio, pari a circa 65.000 euro (78.000 dollari), posizionandosi davanti all’Università Bocconi (2° posto in Italia, 10° al mondo), alla School of Management del Politecnico di Milano (3° posto in Italia, 84° al mondo) e alla LUISS Guido Carli (4° posto in Italia, 94° al mondo). Giunta alla sua 13a edizione, la classifica misura la multiculturalità della scuola e del programma, la qualità del corpo docente, lo sviluppo di carriera e il potere d’acquisto della retribuzione dei graduates. Il criterio di valutazione adottato dal quotidiano economico britannico considera per il 45% dati forniti dalle Business School e per il 55% dati forniti dagli ex studenti, a tre anni dal conseguimento del diploma di Master.

«La conferma della prima posizione in Italia in questo ranking è il riconoscimento dei costanti investimenti volti a rafforzare la qualità e l’internazionalità della faculty, della didattica, dell’esposizione internazionale - afferma il Prof. Francesco Rattalino, Direttore di ESCP Europe Torino Campus -.  La più grande soddisfazione per noi è quella di vedere come gli Alumni del Master in Management in pochi anni raggiungano gli obiettivi professionali che si erano prefissati quando sono stati ammessi. Le forti partnership della Business School con importanti aziende, sia in Italia che all’estero, consente ai nostri ragazzi di entrare subito nel modo del lavoro in ruoli e settori di loro interesse, garantendo loro un rapido avanzamento di carriera».

«Il MIM si consolida come un programma unico, grazie alla sua struttura multi-campus e all’approccio pragmatico che permette ai suoi studenti di entrare a fare parte di un network internazionale ed eterogeneo - dichiara il Prof. Francesco Profumo, Presidente del campus italiano di ESCP Europe -. Si tratta dell’opportunità di diventare Europei. L’internazionalità è parte del nostro modo di vivere. Per i giovani la dimensione del mercato del lavoro contemporaneo è di ambizione europea. La diversity, sia culturale che di genere, è uno dei fattori su cui la business school punta maggiormente».

Il programma di studio

Dopo una rigida selezione sul modello delle Grandes Ecoles, gli studenti al 2° anno di facoltà economiche e tutti i laureati di primo livello di qualsiasi facoltà che vogliano intraprendere una carriera internazionale in ambito manageriale sono ammessi a questo percorso di Laurea Magistrale internazionale, che conferisce fino a quattro titoli di laurea specialistica economica europea. Gli allievi del MIM completano il percorso universitario all’interno di ESCP Europe in 2 o 3 anni, a scelta in due o più Paesi, nei sei campus della Business School, in base alle loro conoscenze linguistiche e agli sbocchi lavorativi a cui ambiscono

Una formazione di alto livello e classi multiculturali, che accolgono giovani da tutto il mondo, in particolare da Cina, Danimarca, Francia, Germania, India, Marocco e Stati Uniti, con background di studi variegati: nell’Anno Accademico 2017-2018 gli studenti del MIM in classe a Torino saranno 164, con un incremento del 4% rispetto alla precedente edizione del Master. Di questi, il 73% proviene da facoltà di Economia, il 15% da Ingegneria, il 3% dalle scuole Prepas francesi, il 2% da Filosofia, mentre il restante 7% è suddiviso equamente tra Scienze Politiche, Scienza della Comunicazione, Lingue, Relazioni Pubbliche e Internazionali e Statistica. 

Il ranking FT include nella statistica le valutazioni pervenute dai graduates italiani della classe MIM che iniziò il Master a Torino nell’anno accademico 2011-2012, terminato nel 2014, e inclusa oggi nel sondaggio a tre anni dal conseguimento del titolo. I dati evidenziano che le possibilità di inserimento in ambito lavorativo sono delle più promettenti, con picchi di interesse nell’ambito Financial Banking e Management Consulting, e le tempistiche brevissime. A fronte di un tasso del 100% di collocamento in azienda in ruoli di stage, il 97% ha trovato un impiego stabile entro tre mesi dalla conclusone del corso, con una retribuzione media di oltre 78.000 dollari, pari a 65.000 euro annui. La fotografia della classe italiana presa in esame dalla classifica rileva non solo la scelta dei migliori talenti di tornare a lavorare in Italia (oltre il 51% dei laureati), ma anche la varietà della composizione delle classi: l’83% degli allievi hanno cittadinanza diversa dal Paese in cui studiano e il 51% del corpo studenti è formato da donne

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