Share this page
| More

Friday 20 January 2017

La generazione elettronica torinese fa ballare l’Europa

A Torino un nutrito gruppo di trentenni anima la scena musicale con ricerche sperimentali e contaminazioni.

Da anni la città è ben nota a livello globale tra gli appassionati di musica elettronica, tanto per i club  e per gli artisti che qui si sono formati, quanto per i festival di richiamo internazionale che la animano.

Altre realtà stanno emergendo nel panorama della musica elettronica, da Cracovia a Lisbona a Mexico City, ma Torino mantiene saldo il suo ruolo di protagonista.

Non tutte le città hanno il privilegio di riuscire a sviluppare un proprio suono ma Torino, con il suo approccio innovativo e le sue peculiarità, si è attestata come terra fertile per far crescere una generazione di nuovi artisti: da Stenny a Vaghe Stelle, dai Niagara a Obee, da Gangs of Ducks a D-Deck

Qui la musica d’avanguardia e underground si contamina con l’arte contemporanea. Un pubblico giovane invade la città in occasione dei vari eventi che scandiscono il ricco calendario culturale torinese, come il Kappa Future festival, che si tiene a luglio, il Movement Torino Music Festival, cugino italiano del leggendario Detroit Electronic Music Festival (DEMF), e soprattutto in occasione  del Club to Club, uno dei festival più importanti a livello internazionale che da 16 anni presenta line-up di altissimo livello. Dallo scorso anno il festival, con il format The Italian New Wave, promuove la nuova creatività italiana realizzando diverse serate itineranti, a partire dal summit annuale negli spazi della Reggia di Venaria (in programma anche per il prossimo anno), all’Astoria di via Berthollet o ancora, prossimamente, alle Lavanderie a Vapore di Collegno e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

«A Torino abbiamo trovato un ottimo “laboratorio” per l’interazione con l’arte contemporanea – racconta Guido Savini, assistente alla direzione artistica di Xplosiva e Club To Club – ma nel nostro roster ovviamente non ci sono solo artisti torinesi. Abbiamo artisti come Ninos du Brasil e la loro batucada noise o Lorenzo Senni, primo italiano a firmare per la Warp Record».

Altra realtà degna di nota è il collettivo indipendente Superbudda che, in un bellissimo spazio situato in Via Valprato, si impegna a portare in città talenti internazionali in una commistione di linguaggi che spazia dalla musica alle arti visive a quelle performative, dal video alla fotografia.

La scena torinese si presenta come in continua evoluzione, aperta ad assorbire e a modificare, una vera e propria fucina di sperimentazioni sonore e digitali.

Fonte: La Stampa Torino, articolo di Laura Aguzzi.

<- Back to: News