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Friday 03 November 2017

Torino diventerà città Napoleonica

Grazie alla Palazzina di Cacci di Stupinigi, Nichelino paesino della prima cintura torinese entra a far parte della Federazione delle città napoleoniche. Torino potrebbe presto seguirla.

Un contributo significativo alla cultura comune dei popoli europei, per cui crescono le prospettive turistiche su Torino.

Charles Bonaparte, legittimo discendente di Napoleone Bonaparte in questi giorni è a Torino. In visita a Stupinigi, il pronipote del Generale, nonché Presidente della Federazione Europea delle Città Napoleoniche, è rimasto notevolmente impressionato dalla magnificenza della residenza.

“Perché parlare ancora oggi di Napoleone? La vera domanda di oggi è la questione dell’uguaglianza – commenta l'ultimo dei Bonaparte –. Ma egli ha saputo portare nella propria epoca il concetto di modernità. Ha risposto a idee nuove con concetti nuovi, tuttora al centro del dibattito politico, come l’unità europea”.

La Federazione Europea delle Città Napoleoniche, associazione di diritto francese (legge 1901), certificata dal Consiglio Europeo, riunisce le città la cui storia è stata influenzata dall'impronta napoleonica. Si tratta di un club esclusivo. Una eredità da un valore capitale, che ha interessato ed interessa ancora la grande maggioranza dei paesi europei, sia nel contesto di una visione storica, sia per l’influenza che esercita sulla realtà geopolitica contemporanea soprattutto nell'evoluzione dell’ideale europeo.

La federazione ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico napoleonico, collocandolo in un contesto europeo. Lo scopo è promuovere il comune patrimonio storico e favorire la cooperazione internazionale per la realizzazione manifestazioni artistiche e culturali, nel contesto di scambi turistici, scolastici ed universitari.

A Torino le uniche due residenze sabaude che Napoleone elevò al rango di «Imperiale» sono il Palazzo Reale e la palazzina di Caccia di Stupinigi, formalmente sotto il comune di Nichelino, è stata residenza e luogo di feste per l’imperatore in occasione della sua celebre e pomposa visita nell’aprile del 1805.

Gli Assessori al Turismo Sara Sibona e alla cultura Diego Sarno di Nichelino, sono entusiasti: «l’inserimento di Nichelino nella Federazione Europea è una di quelle tappe fondamentali volte alla progressiva valorizzazione turistica di Stupinigi. I ritorni sono indubbi, si tratta di relazioni internazionali preziose per portare ulteriori risorse al territorio».

L'azione della Federazione si articola su tre assi principali:

  • La conservazione, condivisione, valorizzazione e salvaguardia dell'eredità culturale comune, d'importanza europea, legata al mito di Napoleone ed all'influenza che tale periodo napoleonico ha avuto sull'Europa contemporanea
  • La sensibilizzazione del pubblico, la valorizzazione delle diversità culturali e l'incremento delle reciproche conoscenze storiche, delle radici e dei valori culturali comuni ai popoli d'Europa e dell'eredità culturale comune
  • Lo sviluppo della ricerca, dell'insegnamento e la diffusione delle conoscenze.


A Torino Charles Bonaparte ha incontrato l’assessore al Commercio e turismo Alberto Sacco a cui ha lanciato la proposta di entrare nel suo club. La pratica per la città di Torino è avviata. 

In questi giorni a Torino, proprio a Palazzo Cavour, è visitabile la mostra «J’Arrive». Fino al 28 gennaio, vi saranno esposti pezzi originali, tele e oggetti di uso quotidiano per i condottiero francese, prestati dalla Fondation Napoléon di Parigi.

All’esposizione si possono ammirare gli oggetti da viaggio di Napoleone, scoprendo qualcosa in più sul personaggio, e ricostruire un quadro a tuttotondo del costume nell’età napoleonica. “J’arrive” è anche un approfondimento sull’aspetto innovatore del condottiero francese, con uno sguardo sulle eredità lasciate al mondo. Dalla Stele di Rosetta, che ha dato un impulso fondamentale allo sviluppo dell’egittologia, al Codice Civile, all’istituzione degli istituti superiori come li conosciamo noi oggi e a molto altro. Insomma tutto ciò che la nostra cultura trae dall’esperienza napoleonica, direttamente o indirettamente.

Prima di lasciare la mostra, Charles Bonaparte sorride di fronte al titolo di “erede dell’Imperatore dei Francesi” dichiarandosi «profondamente repubblicano, nonché socialista»

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