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Friday 22 April 2016

Torino Jazz Festival, tra contaminazioni culturali e internazionalità

La manifestazione punta sempre più sui giovani talenti anche attraverso un gemellaggio con la Juilliard School di New York.

Prende il via oggi la rassegna che per 10 giorni animerà la città di note jazz  e métissage culturali da mattino a sera. 

Giunto ormai alla sua quinta edizione, si attesta come un evento diffuso che coinvolge l’intera città e della cui eccezionalità è convinto anche il sindaco Piero Fassino, che ha dichiarato: «La ricchezza di questo Torino Jazz Festival conferma quanto ormai l’evento sia parte della città. Il successo e la sua forza lo dimostrano, e le cifre parlano da sé: le 54 location per esempio ribadiscono una linea che ormai pratichiamo per ogni grande evento e che prevede il coinvolgimento non solo del luogo centrale, ma dell’intera città, musei, teatri, luoghi significativi, in modo che tutti possano vivere un festival che ormai è tra le iniziative culturali principali di Torino. Investire sulla cultura ha dimostrato di riuscire a far ottenere alla città un’immagine solida e un’attrattiva molto forte».

Il direttore artistico Stefano Zenni ha sottolineato la qualità e ricchezza del programma del festival, con ben 178 eventi, e l’internazionalità dei musicisti evidenziando come questa edizione ha fatto della contaminazione il suo filo conduttore: «abbiamo un legame tematico che attraversa tutti i rivoli della manifestazione: il dialogo con le altre arti. Il jazz ha cambiato le carte dell’arte nel ‘900: letteratura, poesia, danza… per vocazione è sempre stato in dialogo con le altri arti». Zenni ha rimarcato inoltre il potenziamento dello spazio dedicato ai giovani talenti del jazz italiano, che si esibiranno in orchestra il 30 aprile in un evento patrocinato dal Miur. Su questa linea si conferma anche la collaborazione con la Juilliard School di New York, l’ente formativo di musica più famoso al mondo. Il dipartimento jazz della scuola, diretto da Wynton Marsalis, anche quest’anno sarà presente con i suoi docenti e allievi. La novità di questa edizione del TJF sta nello scambio con il Conservatorio di Torino che per la prima volta, a ottobre, porterà gli studenti di jazz dell’ente formativo sabaudo ad essere ospitati nella prestigiosa scuola statunitense.

Tra venerdì 22 aprile e domenica 1 maggio sui tanti palchi del festival si esibiranno ben 530 musicisti, provenienti da tutto ilo mondo: Algeria, Argentina, Austria, Brasile, Canada, Cuba, Francia, Gran Bretagna, Italia, Martinica, Marocco, Norvegia, Olanda, Russia, Senegal, Spagna e Stati Uniti d’America.

Tra i grandi concerti del main stage serale in Piazza Castello, si segnalano la produzione originale di Roy Paci con la sua Orchestra del fuoco e la voce di Hindi Zahra, e il trombettista Fabrizio Bosso con un omaggio a Duke Ellington. Il 25 aprile sarà dedicato, per il terzo anno consecutivo, al Jazz della Liberazione, che culminerà con «Pulse! (Jazz and The City)», una prima assoluta che crea un connubio tra jazz ed elettronica. Da non perdere anche la sonorizzazione in diretta del film «Birdman», diretto da Alejandro Iñárritu con colonna sonora scritta e interpretata da Antonio Sánchez. La chiusura della quinta edizione si terrà in Piazza Castello con la Grande Festa Jazz del 1 maggio con gli Incognito, pionieri dell’acid jazz. 

Anche la parte off del festival, la sezione Fringe diretta da Furio Di Castri, è ricca di interessanti appuntamenti e costituirà l’anima notturna dell’evento. Di particolare suggestione lo speciale Music on the river che si terrà sulla zattera ancorata sul Po.

Per consultare il programma del TJF clicca qui.

 

 

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