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Friday 27 February 2015

Apprendimento, Teamwork e Adattamento: le tre competenze chiave che ricercano le aziende nei giovani laureati

In occasione del suo Career Day, il campus di Torino della ESCP Europe ha coinvolto 100 HR manager in una ricerca per identificare le soft skill che saranno più richieste alla futura generazione di talenti. Le aziende dichiarano che gli studenti vengono preparati “solo sufficientemente bene” dalle università Italiane al mondo del lavoro. Le aree di miglioramento segnalate riguardano: per il 35% la necessità di un orientamento più pratico, per il 28% di soft skills, e per il 19% la conoscenza reale delle aziende.

Gli HR manager coinvolti suggeriscono di arricchire i percorsi accademici con casi di studio, con progetti di lavoro e con attività che permettano di conoscere direttamente la realtà aziendale. In particolare emerge la mancanza di un collegamento tra la teoria e la pratica. I ragazzi quando arrivano in azienda presentano difficoltà ad adattarsi: manca loro la capacità di comprendere la specificità delle diverse funzioni aziendali, di muoversi nei vari settori e in diversi contesti. Manca, inoltre, la capacità di comunicare efficacemente durante la ricerca del lavoro e durante le prime esperienze in azienda.

ESCP Europe ha chiesto loro di indicare le competenze personali, sociali (come si interagisce) e metodologiche (come si lavora) che ritengono fondamentali.

Emergono chiaramente la capacità di apprendimento (31%) e la creatività (22%) tra le caratteristiche personali richieste alla nuova generazione di talenti. Infatti, in un mondo in continuo cambiamento il “segreto” è quello di non smettere mai di imparare, di riuscire a identificare nuove opportunità, e di sfidare continuamente lo status quo. A sorpresa, etica professionale (4%) e tolleranza allo stress (4%) non compaiono tra le caratteristiche personali più richieste.

Tra le soft skills sociali spiccano il teamwork (39%) e la comunicazione (36%), mentre leadership, networking ed adattabilità culturale chiudono la classifica rispettivamente al 4%, 4% e 0%. Nessuno lavora da solo ed è sempre più importante saper comunicare agli altri idee, esigenze ed aspettative nei modi, nei tempi e alle persone giuste. La capacità di fare team, inoltre, porta con sé doti di empatia, intelligenza emotiva, capacità relazionali sempre più importanti nelle organizzazioni moderne.

Per quanto riguarda la metodologia lavorativa, sono la capacità di adattarsi ai cambiamenti (25%) e l’orientamento ai risultati (22%) le competenze piu richieste ai giovani lavoratori. Mentre orientamento al cliente e la capacità di ricerca e gestione delle informazioni, per quanto importanti, non costituiscono delle qualità indispensabili per le aziende.

Noi crediamo che nell’attuale situazione in cui si trova il nostro Paese, sia un dovere delle Università capire approfonditamente come si possa andare incontro ai bisogni delle aziende - afferma il Prof. Francesco Rattalino, Direttore Generale di ESCP Europe, Torino campus. Per questo motivo abbiamo condotto una ricerca volta a capire come migliorare la preparazione degli studenti al mondo del lavoro. Se da un lato è emerso che l’attuale preparazione Universitaria presenta degli ampi spazi di miglioramento, dall’altro vi è la conferma che il metodo didattico delle Business School, improntato alla professionalizzazione tramite ampio uso della discussione dei casi e del lavoro di gruppo, è sicuramente quello più adatto allo sviluppo delle competenze attualmente più richieste dal mercato. Per il futuro credo che la sfida delle Università e delle Business School sarà quella dell’interdisciplinarietà. L’attuale sistema educativo organizzato in settori disciplinari molto rigidi dovrà essere rivisto per poter fornire un’educazione che, seppur nella specializzazione, sia comunque completa e capace di predisporre l’individuo al cambiamento”.

“Questa ricerca si propone di investigare il “lato umano” del lavoro in azienda, quel mix di attributi, qualità, e caratteristiche uniche che fanno la differenza nella costruzione di una carriera e che vengono definite soft skills – afferma Chiara Succi, Professoressa ESCP Europe di Organizational Behavior -. È paradossale, infatti, che competenze quali comunicazione interpersonale, gestione del cambiamento, problem solving e altre ancora, siano le meno sviluppate all’interno dei percorsi formativi, ma le più richieste da recruiter e datori di lavoro. Come dice il premio Nobel James J. Heckman nell’articolo “Hard Evidence on Soft Skills” queste competenze predicono il successo nella vita e le iniziative che sostengono lo sviluppo delle soft skills dovrebbero avere un posto rilevante nell’agenda delle istituzioni pubbliche”.

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